Premessa di Centopercentoanimalisti – sabato 3 ottobre dalle 15 in poi,  i nostri militanti andranno sotto casa di questo infame per un presidio, se la giustizia assolve queste merde, non non possiamo accettarlo ed abbiamo il dovere di intervenire. 

 

Articolo di Vicenza Today

Uccise con un colpo di fucile un esemplare di pastore del Caucaso, è stato assolto perchè “Il fatto non sussiste”. L’Enpa e la Lac si erano costituite come parte lesa nel processo, ma il cacciatore sparò per difendersi

Redazione 29 Settembre 2015 – Il cacciatore Matteo Rancan, 31 anni di Gambellara, era finito a processo per aver ucciso un pastore del Caucaso. Dopo cinque anni, il giudice lo ha assolto perché “Il fatto non sussiste”. L’uomo, infatti, sparò per difendersi.

Come riportato sulle pagine de Il Giornale di Vicenza, il caso aveva creato non poco scalpore. L’Enpa e la Lac erano scese in campo affianco alla proprietaria di Pupo, il cane ammazzato dal cacciatore, costituendosi parte civile nel processo. La procura della Repubblica aveva chiesto per Rancan una pena di 4 mesi di reclusione mentre in sede civile la proprietaria aveva domandato 20 mila euro di danni per il dolore provato dopo la scomparsa dell’animale domestico.

Secondo il giudice Raffaella Bordoni, però, quel giorno sul prato di Montebello dove era avvenuto l’abbattimento, il 31enne aveva sparato per difendersi. Il colpo sarebbe partito solo dopo che il pastore del Caucaso aveva ferito il cocker del cacciatore. L’uomo sentendosi minacciato aveva poi premuto il grilletto.