4 maggio 2018 – Un colpo di pistola partito a pochi centimetri dalla nuca. Così è stata uccisa Antonietta Ciancio, maestra elementare in pensione di 69 anni, originaria di San Severino Lucano ma residente da anni a Sapri. Ad ucciderla è stato il marito Gabriele Milito, 75 anni, noto ragioniere del posto. Agli inquirenti l’uomo ha dichiarato che il colpo è partito accidentalmente e che non avrebbe avvisato i soccorsi e i carabinieri perché si sarebbe reso conto che non c’era più nulla da fare. La donna è stata trovata a letto, di lato e in stato di decomposizione con il volto sfigurato, all’interno del loro appartamento al terzo piano di una palazzina nel centro di Sapri, uccisa con una calibro 7,65 che l’uomo deteneva legalmente, insieme ad un fucile da caccia. L’uomo è in stato di fermo con l’accusa di omicidio volontario. Ora è nel carcere di Potenza.

Tutti i dettagli del caso, risolto in poche ore dai carabinieri di Sapri, guidati dal capitano Michele Zitiello, sono emersi questa mattina nel corso della conferenza stampa che si è svolta nella caserma dei carabinieri della Compagnia di Sapri, dal procuratore della Repubblica di Lagonegro Vittorio Russo, dal comandante provinciale dei carabinieri di Salerno, il colonnello Antonino Neosi e dal comandante della compagnia carabinieri di Sapri, Zitiello. Presente anche il comandante della stazione di Sapri, il maresciallo Pietro Marino.  L’uomo, molto conosciuto a Sapri e titolare fino a qualche anno fa di uno studio di revisore contabile al corso Garibaldi, messo alle strette dagli inquirenti, solo nella tarda serata di mercoledì ha confessato di aver colpito la moglie, specificando però che non si è trattato di un gesto voluto. Secondo la sua testimonianza il proiettile sarebbe partito accidentalmente mentre maneggiava l’arma a letto. Dal primo esame esterno del medico legale Maiese, l’omicidio è avvenuto presumibilmente domenica mattina intorno alle 6:30. Lunedì l’autopsia rivelerà maggiori dettagli. La salma si trova all’obitorio dell’ospedale Immacolata di Sapri.

Nei prossimi giorni saranno sentiti anche i familiari della vittima. E’ stata proprio una nipote, molto legata alla donna, ad allertare le forze dell’ordine allarmata dal fatto che da alcuni giorni non riusciva più a mettersi in contatto con la zia. Sul posto mercoledì sono giunti vigili del fuoco del distaccamento di Policastro Bussentino ed i carabinieri di Sapri che si sono precipitati assieme agli agenti della polizia municipale. I caschi rossi sono entrati nell’appartamento sfondando il vetro della finestra dopo essere saliti con l’aiuto di una scala. La casa era perfettamente in ordine e la donna era riversa sul letto. La pistola è stata trovata a casa ma dell’uomo nessuna traccia. I militari si sono messi subito sulle tracce dell’uomo, che è stato trovato e fermato poco dopo a Rivello, con un aspetto trasandato e con alcune ferite sul volto forse provocate da rami. L’uomo, infatti, avrebbe vagato per alcuni giorni nei boschi. Sarà disposta una perizia psichiatrica per chiarire ogni aspetto, al momento del ritrovamento l’uomo non era in stato di shock.  Per gli inquirenti non è plausibile che il colpo sia partito accidentalmente, vista la distanza molto ravvicinata ma il movente non risulta ancora chiaro. Da chiarire anche perché la pistola avesse un colpo in canna. Niente lasciava presagire un omicidio, per i vicini erano persone tranquille e molto riservate.

Fonte: Giornale del Cilento