1 giugno 2018 – Un ex poliziotto e organizzatore di safari di caccia è stato attaccato e ferito mortalmente da un bufalo mentre caricava, sul proprio veicolo, la carcassa di un altro animale dello stesso branco, che aveva appena ucciso. Il 54enne Claude Kleynhans, un sudafricano molto noto per essere organizzatore di safari di caccia nel proprio paese, è morto per la recisione dell’arteria femorale dopo essere stato incornato dal temibile animale selvatico.
 
L’episodio è avvenuto martedì scorso: Kleynhans si trovava nella provincia di Limpopo, nel nord-est del Sudafrica, quando è stato attaccato da un esemplare di bufalo nero (o bufalo del Capo), uno degli animali più diffusi e pericolosi di tutto il continente. La morte dell’uomo è sopraggiunta pochi minuti dopo l’attacco, come riportano alcuni media locali e il Daily Mail.
 
Il bufalo del Capo, che non è in pericolo d’estinzione, è un animale selvatico che si muove in branco e che, se minacciato o attaccato, può avere delle reazioni incontrollabili. Non è infatti la prima volta che un cacciatore, dopo aver sparato a un bufalo, viene attaccato da altri membri dello stesso branco. Secondo le statistiche dei più esperti zoologi, i bufali africani hanno ucciso più persone di qualunque altro animale selvatico presente in tutto il continente.
 
Claude Kleynhans, ex poliziotto, da anni gestiva un’impresa che si occupava di safari di caccia. In molti lo ricordano come un uomo molto devoto e come un cacciatore dalla profonda etica: si faceva pagare per consentire ai turisti di uccidere gli animali, ma sceglieva solo quelli non in via d’estinzione. Alcuni animalisti, però, hanno esultato alla notizia della sua morte: «Questo è il karma, ha fatto la fine che meritava. Speriamo che non riposi in pace». Tanti i commenti ai post pubblicati nei giorni scorsi dal 54enne sul proprio profilo Facebook, la maggior parte di insulti e festeggiamenti per la sua morte. L’uomo lascia una moglie e tre figli.
 
Fonte: Leggo