La sua casa era stata dichiarata inagibile dopo il terremoto degli scorsi giorni, lui non ha resistito e si è tolto la vita. Un pensionato di 75 anni di Montappone, un paesino delle Marche in provincia di Fermo, si è suicidato sparandosi un colpo di fucile nel cortile della sua abitazione che, come detto, era stata resa inagibile dalle continue scosse. Nello Ramadori, questo il suo nome, nella mattinata di ieri, attorno alle nove di mattina, ha preso questa tragica decisione allontanandosi dall’albergo dove risiedeva momentaneamente a causa dell’emergenza sisma, e recandosi in quella che era una volta la sua casa. Prima di arrivarci ha incontrato un cacciatore che conosceva, Angelo Cecchi, e ha fatto quattro chiacchiere con lui e questa è la sua testimonianza: ”Stavo andando a caccia, saranno state le 8.30, quando ci siamo visti – racconta –: mi ha detto che aveva intenzione di fare altrettanto. Era tranquillo e non sembrava affatto teso o sconvolto. Abbiamo parlato del più e del meno e anche del terremoto. Quando abbiamo affrontato questo tema, però, ha cambiato espressione. Poi ci siamo salutati e poco dopo ho sentito uno sparo”. I vicini di casa dell’uomo hanno anche loro sentito il rumore del colpo di fucile e appena arrivati nel cortile adiacente si sono trovati di fronte la terribile scena. Sul posto è intervenuto il 118, ma ormai l’uomo era già morto. Subito si è capito di aver a che fare con un suicidio. I carabinieri hanno indagato sulle abitudini recenti dell’uomo ed è emerso che questi era molto turbato dal fatto che la sua casa fosse stata dichiarata inagibile a causa della scossa della scorsa settimana. Insomma, arrivato a 75 anni, l’idea di dover abbandonare la sua casa ed essere considerato uno sfollato, non è riuscito a digerirla. Il pensionato viveva da solo e non era sposato. In passato aveva perso il fratello e l’unico parente che gli era rimasto era una sorella residente a Falerone, altro paese terremotato a pochi chilometri da Montappone.

Anche il sindaco del paese marchigiano Mauro Ferranti, è incredulo: ”Lo avevamo sistemato in un albergo del paese – racconta –, ma non aveva mai accettato la sua situazione. Era una persona per bene, sempre precisa e vestita in modo elegante. In tutti questi anni non l’abbiamo mai visto lasciarsi andare. Negli ultimi giorni, invece, sembrava quasi si vergognasse di non essere autosufficiente, di essere sfollato. Mangiava poco ed era diventato più introverso”.

Fonte: Diretta News