Valdobbiadene, 16 novembre 2017 –  Era alla guida del suo Renault Van quando, probabilmente per un malore, è sbandato sulla sinistra finendo contro la canaletta in cemento, il palo dell’Enel e il tubo del gas subito dopo il cimitero di Ciano. Uno schianto tremendo, a causa del quale il 59enne ha riportato politraumatismi di tale gravità che non gli hanno lasciato scampo. Non appena i l’ambulanza è giunta sul posto, infermieri e medico hanno provato a rianimarlo, ma è stato tutto inutile ed hanno dovuto arrendersi.

Nel Van c’erano anche due cani da caccia, sistemati nella parte dietro del veicolo: sono rimasti illesi e sono stati poi recuperati da un amico dell’automobilista deceduto. È stato necessario anche l’intervento dei vigili del fuoco per chiudere il gas che usciva dal tubo piegato in due dall’urto e metterlo quindi in sicurezza. Sono successivamente intervenuti i tecnici della società del gas che hanno provveduto a riparare la tubatura. La strada era bagnata, piovigginava, ma si pensa più ad un malore che ad una sbandata per il fondo viscido. Sull’asfalto non c’era infatti alcun segno di frenata e il veicolo è andato contro la canaletta senza rallentare, tanto da distruggere il pozzetto, piegare il palo dell’Enel e finire sopra la tubazione del gas. I vigili del fuoco hanno dovuto spostare la vettura per poter chiudere il gas ed evitare rischi. Una volta tentato inutilmente di rianimare Parpaiola, sono stati fatti i rilievi da parte della polstrada di Castelfranco in attesa che la salma venisse trasferita all’obitorio dell’ospedale San Valentino dal servizio di protezione civile di Montebelluna. All’interno del veicolo erano rimasti i due cani da caccia, il fucile da caccia, alcuni cartoni di vino che Renato Parpaiola stava probabilmente portando a qualcuno.

L’uomo, appassionato cacciatore, abitava in località San Floriano a Valdobbiadene, dove aveva anche un pezzo di terra che coltivava e dove produceva del vino prosecco. La notizia della sua morte si è diffusa ben presto in paese e tra i cacciatori. «Lo conoscevo», dice il sindaco Luciano Fregonese, «era inserito nel mondo della caccia e in passato aveva gestito una locanda trattoria a San Pietro di Barbozza. È una notizia che apprendo con dolore». «Sono veramente addolorato», lo ricorda Andrea Arman, che con lui condivideva la passione per la caccia, «La caccia è sempre stata la sua passione, era un amico sincero, una persona che si è sempre data da fare, che si è sempre impegnata. Anche tanto sfortunata, perché pur essendo un ottimo studente era dovuto andare a lavorare per aiutare la famiglia e si era preso una mano sotto una pressa, sfortunato perché alcuni anni fa aveva perso un fratello che si era tolto la vita» .

Fonte: La tribuna di Treviso