La vicenda che ha portato all’arresto di C.T. 54enne portoferraiese ha dell’incredibile. L’uomo infatti, approfittando della situazione di sofferenza fisica della vicina di casa 86enne costretta a stare in letto tutto il giorno salvo concedersi qualche piccola passeggiata sempre sorretta da qualcuno per le notevoli difficoltà di deambulazione, è stato sorpreso dai Carabinieri dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Portoferraio in flagranza di furto, proprio mentre lasciava l’abitazione della vecchietta per fare rientro presso la sua confinante dimora.

I militari avevano già ricevuto alcune segnalazioni da parte della badante dell’anziana signora, che evidenziavano la sparizione di alcune somme di denaro di vario taglio, custodito solitamente all’interno del portafogli dell’anziana donna o della stessa badante. Non si trattava di grosse cifre ma di banconote di medio taglio purtroppo però avvenuto di sovente negli ultimi tempi e sempre di pomeriggio, quando la badante si allontanava per usufruire delle poche ore di libertà giornaliere, lontano dal lavoro. Quest’ultima non riusciva a spiegarsi questi ammanchi anche perché non aveva mai notato forzature alle porte o alle finestre dell’abitazione. A questo punto i Carabinieri si sono organizzati con dei controlli mirati che hanno portato frutto.

Nel pomeriggio di qualche giorno addietro infatti, gli uomini del Tenente Mazza, appostatisi nei pressi del luogo ove si consumavano i furti, sorprendevano il ladro che, con l’ausilio di una scala, si introduceva presso l’abitazione dell’anziana donna, che era coricata in camera sua, dopo aver sollevato la zanzariera della finestra e scavalcato il parapetto per poi rifare il percorso inverso, dopo pochi minuti dall’ingresso, con in tasca una banconota da 50 Euro appena sottratta dal portafogli della badante, della quale era stato anche testimone di nozze, appositamente lasciato in casa con tutte le banconote precedentemente fotocopiate dagli investigatori. Nonostante la flagranza di reato l’uomo ha provato a giustificarsi negando anche l’evidenza ma è stato tratto in arresto con l’accusa di furto in abitazione. Inoltre gli stessi militari hanno effettuato una perquisizione alla vicina dimora del reo rinvenendo all’interno di un armadio in legno, posto all’esterno dell’abitazione, due fucili da caccia, uno ad aria compressa ed il relativo munizionamento, tutto regolarmente denunciato ma tenuto chiaramente in violazione delle norme previste in materia di custodia delle armi. Per questo motivo i fucili ed il munizionamento sono stati sequestrati ed è stata inoltrata proposta di revoca del titolo autorizzativo alla detenzione delle armi. L’Autorità Giudiziaria livornese, immediatamente informata dell’accaduto, ha contestualmente disposto la misura coercitiva degli arresti domiciliari rinviando la decisione finale al processo ove l’uomo rischia una condanna che può raggiungere i sette anni di reclusione e 2000 euro di multa. Soddisfazione espressa dal Comandante della Compagnia Carabinieri Cap. Ventrone che ha evidenziato l’abilità e la professionalità dei militari operanti trattandosi di operazione di servizio relativa ad una fattispecie di reato che crea nella popolazione sconcerto e rabbia avendo come vittime, come in questo caso, proprio persone anziane e quindi spesso indifese.

Fonte: Tenews