9 febbraio 2016 – ZARA. Scioccati gli ambienti italiani delle “doppiette” e degli addestratori cinofili italiani per l’avvenuto arresto a Zara del 65enne Radames Benetti di Recoaro Terme, sospettato di essere al vertice di un giro di prostituzione stroncato giorni fa dalla polizia dalmata. Benetti, addestratore cinofilo di fama mondiale, è stato arrestato nella città del maraschino dopo essere stato seguito per settimane dalle forze dell’ordine: è infatti sospettato di avere organizzato negli ultimi 3 mesi almeno 13 appuntamenti tra cacciatori connazionali e 5 donne residenti in Croazia e d’età compresa tra i 19 e i 33 anni.

Gli incontri, così dalla questura di Zara, avvenivano nell’entroterra della città dalmata. In pratica, Benetti organizzava il soggiorno alle “doppiette” italiane, con le giovani donne che “facevano parte” del servizio offerto dal noto addestratore, concessionario di una zona venatoria a Bukovica, circa 27 mila ettari di superficie e dislocata una trentina di chilometri a nord–est di Zara. Benetti, da quanto è dato sapere, aveva acquistato nel 2007 una casa in località Smil›i›i, a pochi chilometri da Bencovazzo, alle spalle di Zara. Oltre all’abitazione, l’italiano aveva rilevato altri immobili, restaurando la vecchia casa in pietra a Smil. Dopo averla ristrutturata, vi aveva aperto la Pensione Dalmazia, 11 stanze bene arredate, l’ideale per i cacciatori e dotate anche di box per i cani da caccia. Proprio la Pensione Dalmazia fungeva da zona d’incontro tra le squillo e la clientela italiana. Da fonti ufficiose della questura, si è appreso che il prezzo base per una prestazione era di 100 euro. Se si voleva qualcosa in più, la tariffa saliva di conseguenza.

Benetti, titolare in Croazia di due aziende, l’ H.Z.B. Lov Tour e l’ H.Z.B. (registrate per attività di caccia e altri vari servizi), era salito per la prima volta agli onori della cronaca in Croazia dopo la tragica morte di un cacciatore italiano, Matteo Quattrini, che soggiornava proprio nella casa dell’addestratore a Smil. Lo sventurato Quattrini era morto mentre partecipava ad una battuta di caccia in località Pržine: ad ucciderlo era stata una mina antiuomo, residuato della guerra croato–serba.

Fonte: Il Piccolo