SAVOGNA. Fatale, quasi certamente, un malore: non c’è stato scampo per Francesco Stolfo, cacciatore 68enne, residente a Nimis e titolare, in paese, di un noto negozio di arredamenti. Nel primo pomeriggio di ieri l’uomo stava percorrendo, al volante del suo fuoristrada, l’arteria che dal bivio di Cepletischis conduce alla frazione di Masseris, sul Matajur; avrebbe dovuto raggiungere la borgata di Tercimonte, per prelevare, pare, un segugio da utilizzare nelle sue battute.

All’altezza di una curva, in prossimità della località Vartacia, la disgrazia: perso il controllo della vettura, Stolfo ha sbandato verso il ciglio della carreggiata ed è finito nella scarpata. La folta vegetazione ha frenato quasi subito la corsa dell’auto, bloccandola dopo circa cinque metri e impedendole di precipitare lungo il ripido pendio, ma per l’imprenditore era comunque troppo tardi. Lo hanno trovato, a breve distanza di tempo dall’incidente – attorno alle 14.30 -, due operai dell’Enel, in loco per effettuare delle riparazioni. Hanno scorto la macchina incastrata fra gli alberi, con il motore ancora acceso: si sono avvicinati e hanno immediatamente notato al posto di guida un corpo accasciato. Il polso di Stolfo non dava più segnale.

Proprio nel momento in cui i dipendenti della società elettrica cercavano di capire se vi fossero ancora margini di speranza per la vita dello sconosciuto transitava casualmente sulla via comunale il sindaco di Savogna, Germano Cendou, che stava salendo verso Montemaggiore: è stato lui a lanciare la richiesta di soccorso, che nel giro di pochi minuti ha portato sul posto l’elicottero, dal Santa Maria della Misericordia di Udine, un’ambulanza – vano, purtroppo, ogni tentativo di rianimazione -, una pattuglia dei Carabinieri della Compagnia di Cividale e una squadra di Vigili del fuoco, il cui intervento si è reso necessario per il recupero della jeep dall’impervio pendio.

Inevitabile trambusto e grandi manovre, dunque, che si sono protratte per parecchio e che hanno richiamato l’attenzione di molti, nei paesini della zona: la triste notizia si è sparsa in fretta, corredandosi via via di particolari e informazioni.

Si è così appurato che il 68enne, appassionato di attività venatoria, probabilmente si stava recando – come detto – a Tercimonte, per prendere un cane da caccia. Nessun mezzo, fortunatamente, è rimasto coinvolto nel sinistro: determinante, in tal senso, la bassissima densità di traffico – soprattutto durante i giorni feriali – che interessa il tracciato montano. Il fatto ha suscitato, come detto, impressione in tutta la vallata ma soprattutto a Nimis, dove la famiglia Stolfo è molto conosciuta.

Lucia Aviani

Fonte: il Messaggero Veneto