Cacciatore spara al contadino e fugge, banale lite finita nel sangue-

7 novembre 2015 – Ha rivolto il fucile contro Gianfranco Barsi e ha fatto fuoco. L’uomo era al lavoro nel campo insieme al figlio: gli avevano detto di andarsene dal loro terreno. È successo nel bosco di Vitiana. Caccia all’uomo

LUCCA. Per cacciare era entrato sul terreno dove Gianfranco Barsi, di 49 anni, operaio nelle industrie cartarie Tronchetti, e il figlio, Riccardo Barsistavano raccogliendo le olive. I due, vedendo il cacciatore entrare nel terreno di loro proprietà, gli hanno detto di allontanarsi. Lui, per tutta risposta, preso da un moto di rabbia, ha puntato il fucile, caricato a pallettoni da capriolo, contro i due e ha esploso più colpi. Uno ha raggiunto il padre alla gola, ferendolo in maniera molto grave. Prima di fuggire ha sparato anche tre colpi al figlio ma per fortuna nessuno di questi lo ha raggiunto e il giovane è rimasto illeso. Lo sparatore a quel punto è fuggito. La vicenda accaduta Vitiana, località sul territorio comunale di Coreglia, con le ore sta acquisendo contorni più chiari. Questa, secondo un’ulteriore ricostruzione, sarebbe la dinamica del fatto che si è consumato nella tarda mattinata di sabato 7 novembre. Una vicenda che sulle prime sembrava più un agguato che un ferimento per futili motivi.

È stato il figlio a dare l’allarme: il padre, ferito da un colpo di fucile alla gola, è stato trasportato a bordo dell’elicottero Pegaso all’ospedale pisano di Cisanello. L’uomo, dopo un intervento chirurgico è stato ricoverato nel reparto di rianimazione: le sue condizioni sono molto gravi.

Intanto è partita la caccia all’uomo. Sono stati allestiti posti di blocco su tutto il territorio, non solo di Coreglia, per cercare di intercettare il cacciatore che ha sparato ai due uomini e bloccarlo.

Fonte: Il Tirreno