Un 75enne di Castelnuovo Bocca d’Adda è finito sotto processo a Lodi per uccisione di animale, il reato previsto dall’articolo 544 bis del codice penale che contempla in questi casi pene dai 3 ai 18 mesi di carcere. Il pensionato, appassionato cacciatore, si è anche visto sequestrare il fucile ed è stato ulteriormente denunciato perché non avrebbe dichiarato ai carabinieri di aver cambiato il proprio domicilio, in cui deteneva anche l’arma.

L’episodio ora al vaglio del giudice Stefania Letizia risale alla fine di febbraio di due anni fa: un vicino di casa aveva sentito uno sparo e, accorso assieme ad altri per vedere cosa fosse successo, aveva visto un cane simile a un pastore tedesco ferito e immobile a terra, nel giardino del pensionato. Mentre uno dei vicini si sarebbe trattenuto per informarsi dell’accaduto, un altro si è recato alla caserma dei carabinieri di Castelnuovo, distante poco più di un chilometro, e poco più di una decina di minuti dopo era intervenuta una pattuglia di militari. Il cane, però, non c’era più, come ha testimoniato ieri in aula uno dei carabinieri.

Dato che veniva segnalato l’impiego di un’arma, i militari avevano chiesto al pensionato di far visionare il suo fucile nonché la relativa documentazione. Era stata sequestrata anche una cartuccia che sembrava esplosa da poco. In mancanza delle spoglie del cane, erano state scattate delle fotografie: tracce di sangue sul ghiaietto del cortile e segni sospetti anche sui sedili di un’auto parcheggiata nelle vicinanze, ma non di proprietà del pensionato. L’uomo, è emerso, avrebbe ammesso di aver sparato in direzione del cane perché da diversi giorni quell’animale randagio si aggirava in zona e gli erano sparite diverse galline. L’abitazione infatti ha una recinzione che permette il passaggio degli animali.

La “svolta” investigativa era arrivata un paio di mesi dopo, quando un pescatore aveva trovato la carcassa di un cane lupo sotto un ponte del Gandiolo, a pochi chilometri di distanza dall’abitazione del pensionato. L’animale era stato affidato all’Asl per eseguire l’autopsia, e la presenza o meno di pallini da caccia potrebbe contribuire a chiarire la vicenda.

A difendere il pensionato, l’avvocato Fabio Carminati di Lodi. Che spiega: «Innanzitutto, non mi risulta ancora acquisita la certezza che il cane semisepolto sotto il ponte fosse lo stesso visto immobile dai vicini nel cortile del mio assistito. Alcune deposizioni indicano che sembrava morto, ma non è una certezza assoluta. La questione di fondo però è un’altra: stiamo parlando di un cane di grossa taglia che si aggirava affamato e che si introduceva nelle pertinenze dell’abitazione di due anziani soli. La legge sanziona l’uccisione di animali “per crudeltà o senza necessità”, e questo caso deve essere ancora approfondito con le necessarie testimonianze». Da chiarire anche se le macchie rosse sull’auto potessero essere riconducibili a un improvvisato trasporto dell’animale ferito o se si sia trattato solo di una coincidenza.

Secondo gli inquirenti, la fucilata, partita da un lato dell’abitazione del pensionato e diretta verso l’esterno del cortile, avrebbe anche potuto costituire un pericolo per le persone in transito sulla strada prospiciente.

Carlo Catena

 

Fonte: il cittadino