Cieco ma va a caccia e in automobile

Dal 2007 beneficiario di una pensione Inps, a processo per truffa. Per la difesa l’uomo non cacciava ma accompagnava alcuni amici Per la difesa l’uomo non cacciava ma accompagnava alcuni amici

Bergamo, 5 giugno 2015 – Percepiva dal 2007 una pensione di invalidità da parte dell’Inps di 800 euro al mese, in quanto era considerato cieco. Ma, secondo le contestazioni che gli vengono mosse ora, l’uomo, un imprenditore agricolo di 55 anni residente in un comune della Valle Brembana, di cui in passato è stato assessore e vice sindaco, aveva la patente, il porto d’armi e la licenza di caccia. Per questo motivo il 55enne è finito davanti al giudice dell’udienza preliminare Tino Palestra con l’accusa di truffa aggravata ai danni dell’ente previdenziale.

La vicenda era stata scoperta da una serie di controlli effettuati proprio dall’Inps e l’uomo, assistito dall’avvocato Marco De Cobelli, era stato denunciato a piede libero. L’imprenditore agricolo si è sempre difeso sostenendo di essere affetto da un difetto visivo, nato in seguito ad un incidente avvenuto in casa nel 2004. Il computer su cui stava lavorando era caduto e lo schermo era andato in mille pezzi: alcune schegge di vetro erano andate a finire proprio negli occhi del 55enne. Da allora l’uomo soffre di un deficit visivo, riesce cioè a vedere per qualche minuto, poi le immagini diventano confuse.

In una memoria difensiva l’imprenditore agricolo sostiene di essersi più volte recato a caccia, ma in qualità di accompagnatore, limitandosi a portare i fucili. Per fare questo, però, la normativa vigente richiede il possesso della licenza di caccia e il porto d’armi. Per quanto riguarda invece la patente, il 55enne sostiene di utilizzare una vecchia auto di proprietà del fratello, ma solo per brevissimi tragitti nel paese dove abita e solo quando la vista glielo consente per pochi minuti. Il giudice ieri ha ascoltato la tesi difensiva, illustrata dall’avvocato Marco De Cobelli, e ha poi rinviato l’udienza al 10 giugno, giorno incui potrebbe emettere la sentenza.

Fonte: il Giorno