Ucciso nel bosco da un colpo di fucile alla testa
Luciano Seghetti, 58 anni, di Ponte Buggianese, è stato raggiunto da un pallettone partito dall’arma di uno dei due amici cacciatori che aveva accompagnato nel proprio appezzamento affinché gli risolvessero i problemi che aveva con i caprioli

14 gennaio 2015 – BUGGIANO. Troppi i danni che i caprioli stavano facendo in quel suo appezzamento di terreno. E per cercare di risolvere il problema, aveva accompagnato lassù i due amici cacciatori nel pomeriggio di mercoledì, 14 gennaio. Ma in quei boschi sulle colline di Buggiano, Luciano Seghetti, 58 anni, ha trovato la morte, colpito alla testa da un pallettone partito accidentalmente proprio dal fucile di uno dei due amici. Inevitabile per quest’ultimo, 67anni, di Massa e Cozzile, l’iscrizione nel registro degli indagati per il reato di omicidio colposo.

Nativo di Altopascio, Luciano Seghetti abitava con la moglie e un figlio a Ponte Buggianese, in via Camporcioni Vecchia. Pensionato (aveva lavorato in un mobilificio della cittadina lucchese, la Gambaccini Mobili), non era neppure un cacciatore. Ma, come detto, aveva accompagnato i due amici. Loro obiettivo erano, come pare, i caprioli che, attraverso un varco aperto nella recinzione da un albero caduto, si erano introdotto nel suo appezzamento, in località Campioni di Sopra, a cui si arriva, dopo aver percorso, da Buggiano, tutta la via Cessana, lungo una tortuosa Stradina che diventa poi sterrata.

Seghetti non si è inoltrato nel bosco insieme ai due amici, ma li ha attesi nei pressi della strada. Ed è stato quando i due erano ormai sulla via del ritorno, senza aver trovato traccia dell’animale a cui davano la caccia, che è avvenuta la tragedia. Il 67enne pensionato di Massa e Cozzile è inciampato e dal suo fucile è partito un colpo. Il pallettone, dopo aver percorso diverse decine di metri, con una precisione da lasciare sgomenti, ha raggiunto alla testa Luciano Seghetti, che si è accasciato a terra.

Erano da poco passate le 16. Immediatamente i due amici sono corsi verso di lui, e si sono accorti subito che probabilmente, con quella devastante ferita, non ci sarebbe stato nulla da fare. Ma senza perdere tempo hanno telefonato al 118 per chiedere aiuto, spiegando all’operatore della centrale di soccorso ciò che era avvenuto. Sul posto, mentre venivano avvertiti anche i carabinieri, sono state inviate l’automedica e l’ambulanza Asa della Miseicordia di Pescia. Una corsa che, come previsto, si è rivelata inutile. Il medico del 118 non ha potuto far altro che constatare il decesso.

Poco dopo sono arrivati sul luogo della tragedia anche i carabinieri della Stazione di Buggiano, che hanno delimitato la zona per consentire i rilievi. Ma la dinamica dell’incidente è apparsa subito semplice quanto agghiacciante. I due amici della vittima hanno raccontato ai militari dell’Arma ciò che era avvenuto, per poi metterlo a verbale una volta raggiunta la caserma.

Una volta terminati i rilievi, il pm di turno, il sostituto procuratore Claudio Curreli, ha dato il nulla osta per la rimozione della salma, che è stata trasportata all’obitorio dell’ospedale. Certamente il medico legale eseguirà un esame esterno, ma non è escluso che la procurà decida di disporre l’autopsia. L’amico dal cui fucile è partito il colpo mortale è regolarmente in possesso del porta d’armi. Inevitabile, come detto, per lui l’accusa di omicidio colposo.

Fonte: Il Tirreno