Vanno male i test di recupero, ragazzino si spara col fucile del padre. Ferito Il 14enne ha puntato l’arma contro il petto. Ora è ricoverato in Rianimazione all’ospedale

VERONA – 26 marzo 2015 – I risultati negativi ai test di recupero del primo semestre. La paura di una bocciatura. Ma i motivi del tentato gesto estremo di un ragazzino veronese di 14 anni, iscritto alla prima superiore, potrebbero essere anche altri. Il giovane, che ha puntato contro di sé il fucile da caccia del padre, si trova ora ricoverato in Rianimazione in ospedale. L’allarme è scattato martedì sera. Tornato a casa dopo la mattinata tra i banchi di scuola, il giovane ha approfittato dell’assenza dei genitori e ha imbracciato l’arma esplodendo un colpo che l’ha ferito al petto. Poi la corsa disperata in ospedale, dove rimane in prognosi riservata. Un gesto che ha scosso la direzione scolastica dell’istituto frequentato dal ragazzo. Nessun segnale di disagio manifestato in precedenza. Ma dal Punto ascolto sul bullismo e il disagio scolastico attivato dall’ufficio scolastico provinciale, si lancia l’allarme: dall’inizio dell’anno scolastico sono stati i 15 tentativi di suicidio, dopo i 21 dello scorso anno scolastico. Giuliana Guadagnini, psicologa del Punto di ascolto, lancia un appello: «Occorre maggiore sensibilità al problema da parte di tutti i soggetti coinvolti. A Verona oltre a questi episodi drammatici, registriamo anche l’aumento esponenziale degli atti di autolesionismo: quest’anno sono già 31 casi rispetto ai 43 dello scorso anno. E purtroppo si tratta spesso di un fenomeno dovuto anche all’emulazione».

Fonte: il Corriere del Veneto