E’ stato il tempestivo intervento della polizia provinciale a mettere fine alla sofferenza di un maiale domestico colpito con un fucile e, purtroppo quando ancora vivo, dai colpi di un martello in ferro. L‘incredibile vicenda, accaduta pochi giorni fa a Figline di Prato, è stata scoperta da una pattuglia della polizia mentre stava svolgendo la normale attività di controllo del territorio all’interno della zona di ripopolamento e cattura del Monteferrato. Quattro persone denunciate alla Procura della Repubblica.

Sono stati i colpi di arma da fuoco ad attirare l’attenzione degli agenti della polizia provinciale, colpi che hanno indirizzato gli uomini in direzione di un macello improvvisato dove due persone erano intente ad abbattere un maiale domestico con modalità a dir poco crudeli: il primo con un fucile da caccia di piccolo calibro sparava all’animale, l’altro lo colpiva ripetutamente con un grosso martello in ferro. Purtroppo gli agenti si sono accorti anche che il povero animale era ancora vivo e hanno dovuto farlo abbattere da personale qualificato e secondo le regole sanitarie. Immediate le indagini della pattuglia che hanno permesso di accertare il reato di maltrattamento di animali, nonché il porto abusivo del fucile, visto che la persona che lo stava utilizzando era oltretutto sprovvista del regolare porto d’armi.

Ulteriori accertamenti e la perquisizione dei luoghi hanno permesso di rinvenire un secondo fucile da caccia – risultato rubato -, numerose cartucce a palla unica e a pallini non regolarmente detenute, una balestra con ottica di puntamento munita di frecce con punte in acciaio a tre lame, tipicamente usata per l’abbattimento illegale di ungulati, numerosi bossoli di cartucce sparati, una trappola dentata a scatto in ferro e un esemplare di volatile morto appartenente a specie vietata (tortora dal collare). Il tutto è stato immediatamente posto sotto sequestro penale.

Oltre alle due persone colte in flagranza la polizia provinciale ha denunciato alla Procura anche il proprietario del terreno e il legittimo proprietario del fucile da caccia utilizzato per sparare al maiale. I reati ipotizzati vanno dal maltrattamento di animali, al porto abusivo di arma, alla detenzione illegale di altre armi (balestra e frecce con punte in acciaio) e munizioni, alla ricettazione (in riferimento alla detenzione del fucile rubato), oltre al reato di caccia all’interno della zona di ripopolamento e cattura e all’abbattimento di specie vietata.

 

Fonte: TG Prato