CODEVIGO. È iniziato ieri con l’audizione di alcuni testimoni il processo contro Attilio Sporzon, 50 anni, residente a Codevigo in via Rosara, accusato di uccisione di animali, dopo essersi opposto a un decreto penale di condanna di 22.500 euro. L’inchiesta è stata coordinata dal pubblico ministero Benedetto Roberti, il giudizio immediato è stato firmato dal giudice Domenica Gambardella. I fatti risalgono al 3 gennaio del 2014: i cani, uno dei quali è morto subito e l’altro due settimane dopo, erano di proprietà del suo vicino di casa, Gianni Visentin.

Quel giorno Sporzon, almeno da quando risulta dalle carte dell’inchiesta, aveva visto i cani del vicino che rincorrevano alcune anatre lungo il fosso e ha pensato di fermarli sparando loro con il fucile da caccia: Nerone, un meticcio di appena sei mesi, è morto sul colpo. Rodolfo detto anche Berni, suo “nonno” undicenne, è rimasto gravemente ferito ed è morto tra atroci sofferenze il 21 gennaio successivo. Dopo una prima operazione gli erano rimati 16 pallini in corpo. Non vennero rimossi subito per non creargli ulteriori sofferenze. Sul posto arrivarono i carabinieri che identificarono Sporzon e gli sequestrarono il fucile che aveva appena usato. «Non si può sparare a due bestiole indifese perché inseguono delle anatre selvatiche in piena campagna, è una cosa inaccettabile» raccontò nell’immediatezza dei fatti Gianni Visentin «Sporzon si è presentato per chiedere scusa, ma non ne vogliamo sapere, né di lui né delle sue scuse, un gesto così barbaro» concluse il pensionato, «non si perdona». Ora l’imputato prova a difendersi in aula.

Fonte: Il Mattino di Padova