RAVENNA – Il piano daini in esubero può andare avanti. Il Consiglio di Stato ha infatti bocciato il ricorso degli animalisti contro l’abbattimento dei 67 esemplari della pineta di Classe ritenuti pericolosi per la circolazione stradale e dannosi per l’agricoltura. Secondo i giudici romani, è certa la competenza della Provincia, ovvero l’ente che aveva adottato la misura. Inoltre il provvedimento “appare motivato e pienamente sostenuto dagli enti che hanno concorso all’istruttoria” come “il Parco per il Delta del Po e l’Ispra”.

Ma soprattutto “non risulta dimostrata l’applicabilità e l’efficacia delle misure alternative” che potranno però essere “prese in considerazione per risolvere i non secondari problemi che l’intervento programmato lascia aperti”. Nell’ordinanza, depositata giovedì, si chiarisce infine che “il sopravvenire della scadenza del prossimo 15 marzo come necessario termine per lo svolgimento dell’attività venatoria, vanificherebbe del tutto le finalità di interesse pubblico che si intendono perseguire”.

 Il 9 febbraio scorso sempre il Consiglio di Stato con apposito decreto aveva sospeso l’ordinanza della Provincia in attesa di entrare nel merito del ricorso presentato tramite l’avvocato Andrea Rizzato dalle associazioni animaliste “Vittime della Caccia”, “Earth” e “Animal Liberation” contro la Provincia stessa (avvocato Ugo Ruffolo) e il Cab (comprensorio cervese cooperativa agricola braccianti, avvocato Patrizia Mussoni), ribaltando in quell’occasione l’ordinanza con la quale il 14 gennaio precedente il Tar dell’Emilia Romagna aveva invece bocciato analoga richiesta spiegando che “a un primo esame, il ricorso non evidenzia elementi tali da ritenerne ragionevolmente prevedibile l’accoglimento” e sottolineando “la ritenuta correttezza sostanziale del procedimento attuato dalla Provincia”.

Inoltre per i giudici amministrativi bolognesi andava considerato che “in sede di necessario bilanciamento dei contrapposti interessi in gioco, appare maggiormente meritevole di tutela quello evidenziato dall’amministrazione” in quanto diretto a “contenere i pericoli alla sicurezza stradale e alle culture agricole presenti nelle aree esterne al Parco derivanti dall’eccessiva prolificazione dei daini”. Il ministero della Sanità aveva poi fatto arrivare un parere all’ente di piazza Caduti nel quale si chiedeva di prendere in considerazione la proposta di un’animalista tedesca disposta a ospitare i daini in esubero nella sua proprietà pagando cattura e mantenimento. Più di recente gli agricoltori hanno citato Provincia e Regione per oltre mezzo milione di euro di danni legati ai daini.

Fonte: Romagna Noi