Scopo di un parco naturale dovrebbe essere quello di salvaguardare l’ambiente, i vegetali spontanei e gli Animali liberi che ci vivono. Al contrario, il Parco Colli Euganei è stato trasformato in un mattatoio per gli Animali, in un paradiso per gli speculatori (vedi le cave, tanto per fare l’esempio più distruttivo). Continua da anni la mala-gestione del parco.

Ad esser presi di mira (e non solo metaforicamente) sono soprattutto i Cinghiali: il presidente del Parco Roberto Betto vuole ne siano uccisi 2000 entro quest’anno, ma sogna l’eliminazione totale della specie nel territorio (il che si chiama biocidio). Porta come scusa le solite lamentele della CIA, associazione degli agricoltori, alla quale abbiamo suggerito di chiedere il rimborso dei danni ai responsabili della presenza dei Cinghiali: i cacciatori e le associazioni venatorie che li hanno introdotti per servire da bersaglio.

Alla situazione annosa si aggiunge ora la demenziale trovata di autorizzare 15 depravati a cacciare con arco e frecce. Il Parco diventa sempre più un inferno per gli Animali: e pensare che c’è chi vorrebbe fosse eletto a Patrimonio dell’Umanità! Invece si pone sempre più l’esigenza di togliere la gestione del Parco agli attuali politicanti.

Nella notte tra il 30 e 31 luglio, Militanti di Centopercentoanimalisti hanno tappezzato, Baone, Galzignano, Arquà Petrarca, Lozzo Atestino, Cinto Euganeo, Vò, Teolo, Faedo, Este (sede ente parco compresa), con manifesti di denuncia sul vero “patrimonio” del Colli Euganei, ma soprattutto la sofferenza causata dalle frecce ai poveri Animali infilzati. 

Il manifesto

L’azione