(di Jessica Sabatelli) Le aragoste sono delle creature particolari, che possono anche avere una vita molto lunga: è questo il caso di un aragosta di 110 anni salvata da un ristorante.

Questi animali, così unici e belli, hanno anche la fama di avere un buon sapore: le aragoste sono considerate un’icona dei cibi di lusso, assieme al caviale e accompagnati da un costoso champagne. Certe creature sono talmente considerate cibo, che spesso ci scordiamo della loro dignità da viventi e ci stupiamo, per esempio, di sapere che le aragoste possono avere una lunghissima vita e che esistono anche dettagli interessanti sulla loro esistenza.

Larry”, è il nome di un’aragosta residente in un ristorante di pesce del Sunset Strip, in Florida (USA). E’ stato acquistato per 200 dollari da Giuseppe Melluso, il proprietario del ristorante, e pesava incredibilmente 6,8 chilogrammi (più di tre volte più grande di un’aragosta ‘comune’). Considerando il notevole peso, non è affare difficile immaginare che anche le dimensioni di Larry fossero davvero titaniche: nelle aragoste la grandezza è anche indicativa della loro età e per Larry furono stimati circa 110 anni.

<< Potrebbero essere un po’ troppi >>, ha dichiarato un biologo marino alla ABC News, aggiungendo, però, che potrebbe comunque avere avuto 80 anni. Purtroppo, la notizia delle dimensioni e della mole di Larry non ha tardato ad attirare curiosi amanti degli animali e appassionati di cucina. Uno degli appartenenti all’ultima categoria ha ben pensato di mettere mano sulla ai suoi risparmi, allo scopo di papparsi l’aragosta per cena, diverse settimane fa. Ma, per fortuna, prima che potesse cibarsi del povero, vecchio Larry, è stato fermato da un gruppo di animalisti locali, che voleva salvare l’aragosta dall’essere bollita viva in pentola.

Grazie ad un appello su Facebook, della IRescue Wildlife, il gruppo è riuscito a raccogliere i soldi necessari a salvare Larry da morte certa, pagando l’uomo che lo aveva ordinato. Immerso tra alghe e cubetti di gel ghiacciato, l’aragosta è stata trasportata alla Maine State University, dove i biologi l’avrebbero monitorata e avrebbero deciso se liberarla nell’oceano o introdurla in una vasca dell’acquario. Purtroppo, però, aperta la scatola che lo conteneva, proprio appena arrivati in acquario, il vecchio Larry se n’è andato – probabilmente durante il suo lungo viaggio verso la libertà.

<< E ‘molto deludente. Un progetto che aveva delle buone intenzione e nel quale sono state spese tante e belle energie, si è tramutato in una brutta storia >>, ha dichiarato amaramente Melluso al Portland Press HeraldE tutti quanti, proprio con l’amaro in bocca, ringraziano comunque il lavoro di questi volontari che hanno cercato di fare una buona azione, con tutto l’impegno loro possibile.

Fonte: l’Altra Pagina