2 agosto 2019 – Sui muri, tracciate con la vernice spray nera, la firma dell’Animal Liberation Front, l’organizzazione sedicente animalisti famosa per le sue irruzioni in allevamenti intensivi di animali da pelliccia e non solo. Organizzazione che la scorsa notte ha deciso di fare irruzione, con tanto di flessibili da taglio per rompere il lucchetto nella porta di accesso al bar, nella sede dei circolo cinofilo di San Cesario.

Un circolo con una cinquantina di iscritti,  amanti e possessori di cani che si ritrovano per condividere la loro passioni, per liberare i propri cani sulla grande superficie destinata a disposizione e, a volte, per l’esercitazione di cani da ferma, utilizzati da cacciatori. E potrebbe essere proprio la presenza di cacciatori tra i soci oltre che di alcune quaglie tenute in apposite gabbie, ad avere scatenato la violenza devastante del gruppo sedicente animalista. Ad accorgersi della devastazione da loro provocata, questa mattina, intorno alle 8, il Presidente del circolo. ‘Hanno liberato le quaglie, ma dai primi rilievi non hanno rubato nulla anche se hanno devastato tutto, con una violenza gratuita. Prima sono entrati nel bar rompendo la chiusura della porta, tagliandola con un disco. All’interno hanno rotto e rovesciato mobili e stoviglie. Anche il frigo dei gelati è stato rotto, poi hanno forzato la porta di ingresso alla cucina devastando tutto anche li’. Sui muri della sala dove vengono allestite le cene sociali, frasi ingiuriuse e la firma dell’Alf. ‘Ci sembra assurdo, tanta devastanzione pe alcune quaglie che, forse queste persone non sanno, hanno un tempo di vita di due ore dopo la liberazione. Animali in cattività appena liberati sono preda di animali selvatici, falchetti, cornacchie’. La liberazione delle quaglie, solitamente utilizzate per le esercitazioni dei cani da ferma ma che spesso, quando rintracciate dai cani, vengono riportate nelle loro gabbie, avrebbe così decretatato la loro morte.

I danni? Sicuramente per migliaia di euro – spiega il Presidente – ci hanno devastato anche un ciclomotore che viene utilizzato per gli spostamenti nel campo, ma al di la del danno siamo preoccupati che cià possa riaccadere. In passato avevamo subito una irruzione anche se non firmata tesa alla liberazione di 50 quaglie, ma la devastazione di questa volta non ha né precedenti né ragione. Con il contributo di tutti sistemeremo i danni ma purtroppo dovremmo utilizzare parte di quelle risorse che solitamente destiniamo ad attività benefiche e sociali. Siamo un circolo senza scopo di lucro, la cui attività si basa solo sul contributo economico e lavorativo dei soci che ne fanno parte ed i contributi spesso vengono utilizzati per progetti specifici sociali del comune di San Cesario. Mai avremmo pensato di dovere spendere per rimediare ad un fatto così’

Fonte:  Gianni Galeotti la Pressa