Andrea Bocelli si è esibito in concerto con la presenza, sul palco, di una Tigre. Il fatto che sia “bianca” è irrilevante: è una Tigre, fatta nascere a forza in un allevamento, cresciuta e destinata a vivere lontano dal suo habitat naturale, privata dei rapporti e dei comportamenti etologici della sua specie, costretta ad esibizioni che con una Tigre non hanno nulla a che fare.

La Tigre viene dal “Tiger Experience” di Campolongo (Padova), struttura di cui ci siamo già occupati nel passato, che alleva e fa riprodurre felini soprattutto per noleggiarli, come fossero oggetti. Con queste premesse, appare falso e ipocrita l’impegno di Bocelli come “animalista”, testimonial della campagna contro il consumo di carne di Cane (Polli, Maiali, Pesci etc. non contano) nel LIDAA, l’associazione di Michela Vittoria Brambilla, neo fondatrice  del partito “movimento animalista” (!). 

E ancor di più la presenza nella campagna della Brambilla contro il maltrattamento degli Animali. Cos’è quello che ha fatto Bocelli, se non maltrattamento? E non è tutto qui: infatti, per abituarla alla voce del cantante, per giorni prima del concerto la povera Shina è stata obbligata ad ascoltare le sue canzoni, sparate a tutto volume. Una vera tortura, e non solo per una Tigre.

D’altra parte, al concerto dell’anno scorso Bocelli ha fatto intervenire alcuni Elefanti, provenienti dal circo di uno dei Togni. E’ chiaro che Bocelli, e a questo punto anche la LIDAA, non ha la minima idea di cosa significhi Animalismo, rispetto e amore verso gli Animali. E la Brambilla dovrebbe pensarci.

Ultima chicca: l’articolo celebrativo dell’evento sul Mattino di Padova, lo ha scritto Alberta Pierobon, socia a tutti gli effetti del Tiger Experience di Campolongo Maggiore, giornalista che in passato, servendosi della penna, ha sempre denigrato il nostro Movimento “reo” di contestare il circo con Animali, sarà un caso? Tuttavia, non è un segreto che il Tiger Experience strizza l’occhio ai circensi, e ci fermiamo qui, ma solo per il momento.