Spesso ci dimentichiamo che nei laboratori di ricerca non passano e soffrono solo cavie, gatti, cani e altri piccoli animali. Anche i cavalli fanno parte di questo girone infernale. Un gruppo di loro ha scatenato in Francia (prima pagina ieri di Le Monde) un’ennesima inchiesta con relativi fermi per frode alimentare.

Loro, i cavalli, prima di essere fatti a pezzi e venduti in macelleria, sono stati ” usati” (torturati?) per produrre medicinali contro rabbia e tetano. I cavalli coinvolti, circa 200, dopo una vita nei laboratori erano destinati a finire nei maneggi oppure al macello. Ma non alle tavole dei consumatori. A svelare il nuovo caso sono state le forze dell’ordine francesi che lunedì hanno arrestato 21 persone dopo un’operazione durata mesi e che era partita da una segnalazione anonima.

Dal 2010 al 2012 dallo stabilimento di Sanofi di Alba-la-Romaine sarebbero stati venduti a un mercante di cavalli decine di animali da laboratorio a ben 10 euro ognuno! Il commerciante li avrebbe poi rivenduti a un grossista che li ha macellati falsificandone i certificati e i passaporti che, data la provenienza, sicuramente riportavano la non macellazione a uso umano.

Per evitare il panico fra i consumatori francesi, il procuratore di Marsiglia ha spiegato che «i cavalli non erano destinati al consumo per pura precauzione» e «non perché fossero contaminati». Difficile non avere dubbi visto che di quei cavalli ormai ci sarà in giro solo qualche bistecca. A differenza di quanto è successo lo scorso febbraio, in questo caso i consumatori erano consapevoli di acquistare carne di cavallo. Ma certo ignoravano da dove provenissero quei cavalli.

Secondo l’Enpa, ‘Ente Nazionale Protezione Animali, anche l’Italia può essere a rischio. L’associazione chiede al Ministero della Salute controlli urgenti per evitare che tali traffici colpiscano anche l’Italia: “Purtroppo, la frequenza con la quale tali fatti si verificano, sembra confermare che non siamo di fronte a fenomeni episodici, ma ad un vero e proprio racket che interessa diversi Stati membri dell’Unione Europea. Anche l’Italia è a rischio”, ha spiegato il direttore scientifico Ilaria Ferri. Sempre secondo Ferri, la contraffazione alimentare rappresenta l’aspetto particolare di un problema generale: quello legato all’uccisione di animali per soddisfare un nostro presunto fabbisogno alimentare.

«Sotto questo profilo discriminare fra cavalli, suini e bovini non ha alcun senso perché si tratta sempre di esseri viventi. La scelta Veg dunque è l’unico modo per salvare loro la vita ed è lo strumento più efficace non solo per prevenire le cause della contraffazione ma, come dimostra la letteratura scientifica, anche per garantire a tutti noi un’alimentazione più salutare, più sostenibile dal punto di vista della gestione delle risorse, meno inquinante e accessibile a tutti gli abitanti del pianeta»

 

Fonte: Repubblica