La storia del cane chiuso fuori dal davanzale a Castelfranco Veneto è di dominio pubblico, ma che un giornalista del Corriere del Veneto arrivasse a tanto, fa notizia!

Praticamente Alessandro Baschieri,  pennivendolo dei vivisettori (non a caso a fine dell’articolo cita la tristemente famosa Caterina, ovvero la povera ragazza gravemente ammalata insultata nel web da molti, ma non da NOI di Centopercentoanimalisti, anzi abbiamo preso ufficialmente le distanze dal fattaccio) giustifica l’anziana proprietaria e crede come il più grande dei beoti alla storia che il cane ama stare sul davanzale a quell’altezza….

E’ chiaro che il pennivendolo vuole portare l’attenzione su un’altra strada, poco ci importa se ci definisce nazi-animalisti (talmente viscido che non ha nemmeno il coraggio di definirci LUI nazi-animalisti, ma fa riferimento a Caterina), tuttavia, nell’articolo si è dimenticato di scrivere che il cane va fare la spesa da solo, si apre la finestra e se la chiude dall’interno, sempre da solo (!) … basterebbe questa ironia per capire che quel cane va tolto da quella signora, ma al nostro mitico Alessandro Baschieri, l’unica cosa che interessa è leccare il deretano agli aguzzini, bravo!

Questo l’articolo del Corriere del Veneto firmato del fenomeno.

 

 

Brado1

 

Il cane sul davanzale e i nazianimalisti.

Potesse parlare, il povero Brado, li manderebbe a quel paese. Gli animalisti. Magari non tutti, di certo quelli che nella notte hanno appeso uno striscione infamante contro la sua padroncina. Lui da quell’anziana signora è stato raccolto per la strada,  riempito d’amore e di affetto trovando una cuccia calda in salotto. E di amore ne aveva bisogno visto che sul davanzale di un condominio di Castelfranco, al quarto piano, andava a farsi accarezzare ogni volta che il figlio della padroncina fumava una sigaretta alla finestra. Col tempo il cane ha finito per identificare quel davanzale, in cui gli animalisti lo vedono prigioniero, come il luogo degli affetti. E più volte durante il giorno ha cominciato ad appoggiare la sua zampina sul vetro grattando e grattando e poi abbaiando per potersi accovacciare e guardare il mondo dal suo posto preferito.

 

 

 

 

La storia l’hanno scoperta i vigili, chiamati dall’Enpa. E magari la richiesta di verificare ci può anche stare. Ma perseverare ha del diabolico. Centopercento animalisti ha esposto uno striscione ingiurioso sotto casa di una settantaquattrenne vedova che aveva accolto Brado dopo la morte del marito per avere compagnia. E dice che Brado non solo è in grave pericolo ma anche che la sua padroncina è brutta e cattiva.

Torna alla mente Caterina, malata grave che aveva osato difendere la ricerca sugli animali ed era stata insultata sul web. Degli animalisti c’è ancora bisogno, dei nazi animalisti (parole di Caterina) no.

Twitter @ilbasco

 

 

 

Baschieri