LIVORNO, 26 novembre 2016 – . Un daino ferito, con un foro da pallettoni sulla coscia, sanguinante. Cerca di scappare, ma non ce la fa: è disteso a bordo strada, sulla via delle Sorgenti, a Nugola, in corrispondenza del curvone delle Panzane, verso Livorno, sul lato sinistro. Qualcuno gli ha sparato e lo ha lasciato lì a morire. Lo vede un passante, Massimo Giannola, camionista di Collesalvetti di 46 anni, che insieme ad altri cittadini cerca di aiutarlo. Per un’ora il gruppetto di soccorritori chiamano Lipu, ambulanza veterinaria, guardie venatorie ma nessuno arriva. Il tempo passa e il daino non ce la fa: muore tra le braccia di Giannola e degli altri passanti. “Non c’è stato niente da fare. Io credo che se i soccorsi fossero venuti prima, una speranza di salvarsi quel daino avrebbe potuto giocarsela. E invece purtroppo è morto dissanguato, mentre io e gli altri gli tamponavamo la ferita. Solo i carabinieri sono arrivati subito, nella persona di Massimo Nucci della stazione di Colle”, dice il 46enne.

Il fatto è successo sabato 26 novembre alle 11. “Ero in auto con la mia compagna e da Colle stavamo scendendo verso Livorno quando abbiamo visto quel daino a bordo strada ferito. Subito ci siamo fermati”, dice Giannola. Sul posto c’era già un ragazzo che tamponava la ferita con delle garze. “Poi è arrivato un cane da caccia e poco dopo un cacciatore – prosegue il racconta di Giannola – A lui ho chiesto se il cane fosse suo e se sapesse qualcosa del daino. Il cacciatore, sulla settantina, ha risposto frettolosamente che il cane non era suo, ed è andato via. Ma io ho preso la targa della sua auto e l’ho data ai carabinieri. Non so se fosse coinvolto nella storia, però magari sa qualcosa e può essere utile alle indagini”.

Intanto il daino continua a perdere sangue e le forze, attimo dopo attimo, lo abbandonano. Nel frattempo arrivano i carabinieri di Collesalvetti e poi i vigili. “Il problema era anche un altro: la strada s’è riempita di cani da caccia che, richiamati dall’odore dei daino ferito, hanno invaso la carreggiata, creando anche pericolo per le auto in transito”, dice il camionista.

“Abbiamo tentato il tutto per tutto – aggiunge Giannola amareggiato – ma è stato inutile: il daino ci ha lasciato. A quel punto, la mia compagna ed io siamo andati via e lo abbiamo lasciato con i vigili. Poi, quando siamo tornati da Livorno a Colle a fine mattinata, abbiamo visto che era arrivata la polizia provinciale. E il daino giaceva sempre lì, privo di vita. Non so come sia stato possibile colpirlo: c’è chi ha detto che forse è stato scambiato per un cinghiale, ma io non credo sia possibile confondere i due animali.”.

Fonte: il Tirreno

 

 

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