farmaci umani per Animali, la FNOVI…

I veterinari italiani bocciano il decreto Speranza sull’uso in deroga dei medicinali per l’uomo. Per la Fnovi (Federazione nazionale degli ordini veterinari) il provvedimento è una “occasione persa”, mette a rischio la tracciabilità e scarica le responsabilità sui professionisti. Una linea critica, come quella già espressa dall’Anmvi in un comunicato.

Niente dialogo con i veterinari

“La Fnovi – si legge in un comunicato – consapevole dell’elevato costo dei farmaci ad uso veterinario, soprattutto per le terapie long life, ha il dovere di segnalare le criticità e inesattezze che si rinvengono nel testo del decreto ministeriale”. La prima riguarda l’interlocuzione con i professionisti: a differenza di quanto scritto in premessa al decreto, la Fnovi non è stata sentita del ministero. Un confronto con la Direzione generale Sanità animale e farmaci veterinari risale al 28 gennaio 2021, ma – spiega la Fnovi – verteva “su un altro argomento” e a quel tempo “non era disponibile una bozza del decreto”. I veterinari, in sostanza, hanno appreso del decreto dai giornali, a metà aprile: “Presa visione di una bozza del decreto ministeriale, diffusa dai media, mai confermata, valutate criticità e ricadute, Fnovi ha chiesto un confronto tecnico urgente con il Ministero che non si è realizzato”.

Le criticità

Ora che il testo è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale, la Fnovi riassume così una serie di criticità:

  • il decreto non fa chiarezza, ma soprattutto, come previsto dalla Legge di bilancio 2021 che ha dato origine al decreto, non “definisce i casi in cui il veterinario può prescrivere per la cura dell’animale, non destinato alla produzione di alimenti, un medicinale per uso umano, a condizione che lo stesso abbia il medesimo principio attivo rispetto al medicinale veterinario previsto per il trattamento dell’affezione”.
  • la responsabilità ricade sul medico veterinario;
  • nel testo non si fa alcuna menzione delle sanzioni previste del D.Lgs 193/2006 in merito al mancato rispetto dell’obbligo di prescrizione di farmaci ad uso veterinario;
  • nell’allegato A, che dovrebbe chiarire i casi in cui il medico veterinario può prescrivere un farmaco ad uso umano, non si ravvisano profili di particolare utilità. Tra l’altro al punto 1 è riportata la seguente affermazione “Nel caso in cui l’uso del medicinale veterinario comporta rischi o controindicazioni, per quel singolo caso clinico, a causa delle particolari condizioni di salute dell’animale ovvero della sensibilità nota ad un particolare principio attivo”. A tal riguardo, se il principio attivo del farmaco umano e veterinario è lo stesso, non si comprende come possano esservi rischi diversi per i pazienti. I successivi punti dell’allegato non contribuiscono a chiarire alcuna casistica e il punto 6 è addirittura contraddittorio tra la prima e la seconda part

Gli antibiotici

Poi i veterinari si soffermano sul tema dell’antimicrobico-resistenza:“La prescrizione di farmaci ad uso umano inficerà di fatto la tracciabilità degli antibiotici – una delle finalità della Ricetta elettronica veterinaria –  dal momento che  per il farmaco ad uso umano non sono previste le medesime procedure di gestione”.

Risposta inadeguata alla sfida dei costi

In concluso, secondo i veterinari il decreto “avrebbe potuto rappresentare un’ottima occasione per facilitare l’esercizio della professione medico veterinaria e tutelare i pazienti animali, introducendo un concetto etico innovativo come il costo del medicinale e quindi una maggiore possibilità di cura degli animali da compagnia delle fasce di popolazione meno abbienti”. Niente di tutto questo, secondo la Federazione: “Spiace invece dover constatare che la strada erroneamente intrapresa vede quale unico responsabile il medico veterinario chiamato a farsi carico dei rischi e gli oneri derivanti da un testo confuso, e in evidente contrasto con le direttive europee, anche in vista del nuovo Regolamento europeo sul farmaco veterinario che – ricorda infine la Fnovi – entrerà in vigore il prossimo 28 gennaio 2022”.

Fonte: aboutpharma

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