CODOGNÈ, 30 settembre 2017 -  I cacciatori impallinano la cameretta dei bambini e sparano ad altezza d’uomo. Una casa in via De Amicis, accanto allo stadio comunale, è stata tempestata da una scarica di pallini, con oltre una decina di colpi. I carabinieri hanno avviato le indagini ed effettuato un sopralluogo. La famiglia Moras si è trovata i muri e le tende oscuranti delle finestre bucate da pallini di piombo. L’episodio si è verificato per fortuna quando in giardino non si trovava nessuno. Lì abitano anche quattro bambini piccoli, di età tra uno e cinque anni. Per questo genitori e nonni hanno allertato le autorità, temendo per l’incolumità dei loro figli e nipotini. Ieri è stato Fabio Moras, figlio del capogruppo degli alpini di Codognè Aldo Moras, a formalizzare la denuncia ai carabinieri.

«Non ero mai stato contro la caccia» spiega Fabio Moras che da pochi mesi si è trasferito nella nuova casa insieme alla moglie ed i figli, dove abita anche la sorella con la sua famiglia, dietro la villetta del capogruppo delle penne nero. «Dopo quanto avvenuto però era doveroso fare una segnalazione, perché poi non si parli di “tragedie annunciate” – afferma – qui abitano quattro bambini, non è possibile sparare contro i muri e sulle finestre». La scarica di pallini – più di dieci sono stati i fori trovati tra muro esterno e piano superiore – ha colpito anche il primo piano e bucato la tenda che protegge la finestra della cameretta dei piccoli Maddalena e Tommaso. Più che il danno, stimato in 2 mila euro, a creare preoccupazione è la spavalderia dei cacciatori. Anche ieri mattina nella zona vicina allo stadio sono stati avvertiti spari a breve distanza. I tiri sono vietati da una distanza inferiore ai 150 metri dalle case. In base ai primi accertamenti degli investigatori, le doppiette si trovavano invece a non più di una sessantina di metri.

L’indagine è al momento è contro ignoti. I carabinieri stanno stringendo il cerchio per individuare i responsabili. Dell’episodio è stato informato il presidente dell’ambito territoriale Atc 5, di cui fa parte anche il territorio Codognè. La famiglia Moras attendeva che gli autori del misfatto si presentassero spontaneamente, almeno per presentare le scuse. Così però non è stato e le indagini sull’accaduto proseguono con risvolti penali.

Fonte: La Tribuna di Treviso