FONTE: Forli Today

Colpo di fucile alla testa. Cacciatore muore all’istante
Ucciso da una tragica fatalità. Un forlivese di 63 anni, Evandro Guardigli, è morto nella tarda mattinata di sabato dopo esser stato colpito alla testa da un colpo di fucile partito accidentalmente.

Ucciso da una tragica fatalità. Un forlivese di 63 anni, Evandro Guardigli, è morto nella tarda mattinata di sabato dopo esser stato colpito alla testa da un colpo di fucile partito accidentalmente. La vittima, conosciuta in città per la sua professione di idraulico, aveva appena finito una battuta di caccia insieme a due amici a Montalto di Premilcuore. Dopo esser salito a bordo di una “Fiat Panda” sul sedile anteriore passeggero, si è messo tra le gambe l’arma.

Pensando che fosse scarica, l’ha appoggiata sul tappetino con la canna puntata verso l’alto. Purtroppo il colpo era rimasto in canna malgrado fosse stato tolto il cariacatore. Il proiettile è partito centrandolo alla testa. Immediatamente gli amici hanno raggiunto il ristorante “Il Cervo”, dove hanno dato l’allarme al 118. Ma ormai per Guardigli non c’era già più nulla da fare. I sanitari, giunti sul posto con l’elimedica ed un’ambulanza, non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. La vittima lascia la moglie ed una famiglia.

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FONTE: cdt

È morto il cacciatore disperso
Il cadavere di Ettore Cerboni recuperato da un elicottero in Val di Campo

BELLINZONA – Il primo giorno della stagione venatoria è dunque stato funestato dalla morte di un appassionato cacciatore di Olivone, Ettore Cerboni, 52 anni, da tempo frequentatore e ottimo conoscitore della Val di Campo (sopra Bovarina), luogo del tragico incidente.

Il suo cadavere è stato rinvenuto attorno alle 7.15 di lunedì mattina in fondo ad un dirupo in una zona impervia della Val di Campo. L’allarme era scattato nella serata di domenica dopo che Cerboni non aveva fatto ritorno dalla prima giornata venatoria. Immediato l’intervento del SAS e della REGA che ha perlustrato più volte la zona. Lunedì mattina poi il rinvenimento da parte dei soccorritori che non hanno potuto far altro che constatare il decesso del 52.enne. La salma è stata recuperata dall’elicottero e trasportata presso l’ospedale di Acquarossa per gli accertamenti legali. Sul posto è intervenuta anche la Polizia Cantonale.

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FONTE: Triesteallnews

Morto a Trieste Polo Leporatti, “pioniere” del turismo al Lido di Venezia

CRONACA Fu lui il padre della capannina sul ponte della Libertà. Da anni si era trasferito nel capoluogo giuliano

19.8.2013 | 13.49 – Si è spento a Trieste all’età di 85 anni Polo Leporatti, presidente nazionale di Federcaccia dal 1981 al 1989. Nato a Venezia, da diversi anni viveva nel capoluogo giuliano. Figura di spicco del turismo lidense e per diversi anni presidente degli albergatori, fu proprio lui a dare vita alla capannina sul ponte della Libertà a Venezia, nata per raccogliere le prenotazioni dei turisti in procinto di pernottare al Lido.

Ma la sua grande passione, forse la più profonda, è sempre stata la caccia. Una vita spesa per lo sport e per la valorizzazione dei cacciatori come veri e propri gestori dell’ambiente naturale e della fauna.

Per questi motivi, per le tante sue battaglie, nel 1988 venne insignito del titolo di Commendatore al Merito della Repubblica; solo sei anni più tardi ricevette l’onorificenza di Gentiluomo Cacciatore dalla Federazione.

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FONTE: targatocn

CRONACA | sabato 07 settembre 2013

Nava: cacciatore cade in un dirupo, il cane lo veglia sino all’arrivo dei soccorsi

Intervenuto anche il Soccorso Alpino di Mondovì, oltre ai colleghi liguri ed ai Vigili del Fuoco di Liguria e Piemonte, insieme alle unità cinofile: purtroppo per l’uomo non c’era più nulla da fare

Era precipitato in un dirupo tra il Santuario di Madonna dei Cancelli e Nava: Lorenzo Suetta, 74 anni, era disperso da mercoledì pomeriggio,quando era uscito con il proprio cane per addestrarlo in vista della prossima stagione di caccia.

Il cane ha vegliato il padrone per due giorni, ieri è stato tratto in salvo dai vigili del fuoco del reparto Speleo Alpino e Fluviale (Saf), che sono riusciti con delle funi a riportarlo in superficie.

Ha collaborato alle ricerche anche il Soccorso Alpino di Mondovì, i Vigili del Fuoco di Liguria e Piemonte, la Protezione Civile di Imperia e Genova, il Corpo Forestale dello Stato, gli Alpini di Imperia, la Polizia Provinciale di Imperia, la Polizia Postale, unità cinofile dalla Liguria e dal Piemonte e squadre di cacciatori locali e volontari.

L’uomo è scivolato e poi precipitato per un dislivello di circa 120 metri nella gola del Cengi, nel comune di Cosio di Arroscia.